Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò di cui hai cura.

Come è nata la teoria

Le diverse “categorie” individuate nella costruzione di questa teoria sono state “scoperte” in tempi e modi diversi. La sua elaborazione è stata resa possibile anche grazie all’ampio numero di soggetti considerati. Essa si è articolata in diverse fasi di lavoro teorico e sul campo.

tipi umani sono stati la prima variabile a essere stata individuata. Si coglievano delle vicinanze fra le persone (pazienti e conoscenti) per cui si è proceduto a formare gruppi di persone sulla base della similitudine dei loro atteggiamenti. Facendo quindi un confronto fra i gruppi è emersa la logica che legava un gruppo agli altri e che è stata espressa attraverso il prodotto cartesiano che li sintetizza. A questo punto veniva a cadere la necessità del riferimento ai gruppi di persone da cui si era partiti. L’osservazione mirata di nuovi conoscenti e nuovi pazienti “servivano” ora da verifica del sistema costituito. Si è dunque riconosciuta la logica intrinseca del prodotto cartesiano, benché non si conoscesse ancora nessuna persona che appartenesse al tipo umano A3, che a quel punto è stato ipotizzato solo in via teorica. Emozionante è stata l’individuazione per la prima volta di una persona appartenente al tipo umano A3.

Inizialmente i tipi umani erano l’unica variabile e a ognuno di essi veniva assegnato un particolare tipo di disagio (B1: dipendente; B2: ossessivo; B3: istrionico; A1: orale; A2: narcisista; A3: paranoico).

Successivamente, soprattutto attraverso l’esperienza di terapeuta, sono emerse le diversità tra le persone dello stesso tipo umano. Questo ha portato a individuare la seconda variabile: le modalità. Al solito sono stati formati gruppi di persone (di pazienti e di conoscenti) con caratteristiche simili in riferimento al modo di essere. Inizialmente sono stati costituiti tre gruppi. Ma la possibile struttura logica che collegava queste “categorie” fra loro portava a ipotizzare l’esistenza di quattro modalità condizionate. È stato un esame approfondito di due soggetti, che presentavano forti similitudini fra loro, a permettere di individuare il quarto gruppo (l’attuale I modalità condizionata). Grazie alla comprensione piena dello schema che congiunge le quattro modalità condizionate si è potuto descriverne bene le loro caratteristiche specifiche. Immediatamente tutte le persone prese in considerazione hanno trovato con facilità la collocazione nelle rispettive modalità condizionate; anche quelle che non si era riusciti a includere in nessun gruppo o quelle che in precedenza erano state inserite in gruppi che, però, non le rappresentavano soddisfacentemente. Di nuovo, a quel punto, il riferimento ai gruppi di persone non era più necessario.

In seguito, soprattutto nell’esercizio dell’attività di terapeuta, all’interno della IV modalità condizionata, quella di cui fanno parte la stragrande parte dei pazienti, sono state individuate delle diversità. Si è partiti da un’ipotesi iniziale che considerava possibile per questa sola IV modalità condizionata dei sottogruppi. Si è provato a individuarli con la solita logica di costruire dei gruppi di persone che apparivano avere delle similitudini. Nel mentre, però, soprattutto fuori dal contesto terapeutico, si è “scoperto” che tali diversità riguardavano tutte le modalità e che erano quindi una terza variabile: gli stili condizionati. Questa volta i gruppi di persone che si è riusciti a costituire erano sei. Ma nel cercare la logica che li legasse fra loro se ne è dedotto che dovessero invece esser otto: il I e il V stile condizionato sono stati individuati solo in forma teorica. Di seguito si è andati alla ricerca di persone che potessero essere associate a questi due stili condizionati identificati solo in forma teorica. Entusiasmo ha suscitato trovare una paziente che apparteneva al I stile condizionato e successivamente una soggetto riferibile al V stile condizionato.

Il percorso della scoperta e della comprensione piena delle peculiarità delle modalità condizionate e degli stili condizionati ha portato progressivamente a depurare i tipi umani di tutta una serie di contenuti con cui inizialmente erano stati contaminati. A questo punto è diventato evidente che i tipi umani erano ereditari e non portavano elementi di disagio ma solo temperamenti diversi.

Attraverso la definizione più puntuale del concetto di parte sana, si è proceduto a chiarire l’organizzazione completa della struttura complessiva della persona con l’attribuzione a ciascuno di un modo sano di essere e di uno non sano, cioè condizionato. Si è proceduto infine alla definizione e alla descrizione della modalità sana e dello stile sano,  fino ad allora presenti solo in forma intuitiva. Successivamente si è andati alla loro verifica e al loro arricchimento attraverso le esperienze descritte dai pazienti.