Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò di cui hai cura.

Struttura della persona

Ogni modo di essere (sia sano, sia non sano) è caratterizzato da una terna di variabili, una per ogni categoria: un tipo umano, una modalità e uno stile.

Sono state infatti individuate tre tipi di categorie come costituenti i modi di essere. Esse sono: i tipi umani (ne sono stati individuati 6); le modalità (ne sono state individuate una sana e 4 non sane) e gli stili (ne sono stati individuati uno sano e 8 non sani).

Lo schema di cui sotto descrive come si articolano queste le categorie in ciascuna persona: all’interno del rettangolo esterno, che rappresenta tutta la persona, ci sono due rettangoli più piccoli. Il rettangolo di sinistra contiene i due elementi costituenti il modo sano di essere: cioè la modalità sana e lo stile sano. Il rettangolo a destra contiene i due elementi costituenti il modo non sano di essere: cioè uno delle quattro modalità condizionate e uno degli otto stili condizionati.

Per comprendere un individuo è necessario individuare le due terne costituite da ciascuna di queste tre categorie. La terna del modo sano di essere è costituita dalla modalità sana, stile sano e da uno dei tipi umani; la terna del modo non sano di essere è determinata da una delle quattro modalità condizionate, da uno degli otto stili condizionati e dallo stesso tipo umano. Le due terne, in una persona, hanno in comune lo stesso tipo umano. Le due terne che si vengono a definire sono alternative fra loro per cui la presenza di una esclude quella dell’altra.

Il modo sano di essere e il modo non sano di essere di una persona sono costituite da due terne di variabili che hanno in comune lo stesso tipo umano per cui ogni essere umano non vive 6 ma 5 categorie.  Infatti il tipo umano è inserito nell’intersezione dei due insiemi.

Il tipo umano quando è attivato insieme alle categorie sane sarà vissuto in una forma migliorativa, mentre se è attivato insieme alle variabili non sane sarà vissuto in una forma peggiorativa.

Ecco di seguito il quadro esplicativo:

schema_modiessere

Osservazione: la persona vivrà la modalità sana insieme allo stile sano e una delle modalità condizionate in associazione a uno degli stili condizionati. Non è possibile cioè il contemporaneo utilizzo di una variabile sana unitamente a una condizionata.

Come queste categorie si rapportano con la dinamica conscio inconscio

Conscio e inconscio

Secondo la Psicologia Multifattoriale, mente cosciente e inconscio non sono in contrapposizione ma collaborano per permettere alle persona di vivere. Essi hanno funzioni diverse ma entrambe sono necessarie e sono complementari. 

L’inconscio

L’inconscio non è intero, unitario. Al suo interno si viene a creare una distinzione e una contrapposizione tra due parti: inconscio sano e inconscio non sano, cioè condizionato. Tra queste due parti si produce un distanziamento e un disconoscimento reciproco, sorretto da un sistema di sicurezza, il quale ha la funzione di evitare che emozioni vissute come distruttive entrino in contatto con l’inconscio sano quando non è in grado di farvi fronte.
Entrambe le parti dell’inconscio hanno interesse che il sistema di sicurezza sia infallibile e ostacolano tutti i tentativi di aprirla in quanto ci vedono un grande pericolo.

 

La mente cosciente

Anche la mente cosciente si distingue in due parti: mente cosciente sana e mente cosciente non sana, cioè condizionata. La mente cosciente sana è in relazione solo con l’inconscio sano, invece la mente cosciente non sana si connette unicamente con l’inconscio non sano. La mente cosciente sana ha le fondamenta nell’inconscio sano, come la mente cosciente non sana ha le fondamenta nell’inconscio non sano.

 

L’abbinamento inconscio- mente cosciente

L’inconscio sano insieme alla mente cosciente sana costituiscono il modo sano di essere cioè la parte sana della persona, l’inconscio non sano e la mente cosciente non sana determinano il modo non sano di essere, cioè la parte non sana. Questa impostazione viene espressa nella immagine che segue.

conscio-inconscio1n

1) Mente cosciente sana;

2) Inconscio sano; (1 e 2 raffigurano la parte sana).

3) Mente cosciente non sana;

4) Inconscio non sano; (3 e 4 raffigurano la parte non sana).

Esiste insomma non solo una distinzione orizzontale, tra sopra e sotto, tra mente cosciente e inconscio ma anche una verticale, tra destra e sinistra, tra parte sana (costituita dall’inconscio sano e dalla mente cosciente sana) e una parte non sana (composta dall’inconscio non sano e dalla mente cosciente non sana).
Nel rapporto tra inconscio sano e mente cosciente sana la comunicazione è facile: ciò che viene riconosciuto dalla mente cosciente corrisponde effettivamente a ciò che nell’inconscio sano è presente perché non vi è tra le due parti alcun ostacolo alla libera comunicazione.

Nel caso del rapporto tra inconscio non sano e la mente cosciente non sana la comunicazione è ostacolata: dall’inconscio condizionato non arriva qualcosa di intelligibile, ma partono input, blocchi, divieti, ordini, spinte ad avere determinati comportamenti. Le vere motivazioni dei comportamenti restano non accessibili alla mente cosciente non sana che, nella sua funzione di dare un significato a ciò che fa il soggetto, costruisce a posteriori motivazioni compatibili con l’immagine non sana che il soggetto ha di se stesso. Esattamente come accade a una persona che ha appena eseguito degli ordini post-ipnotici: se gli viene chiesto perché ha tenuto quei comportamenti dà una spiegazione in termini di scelta libera e consapevole. Le motivazioni addotte in tali casi non hanno corrispondenza con quelle vere, che sono imperscrutabili, ma risultano altresì necessarie alla persona per dare significato alla propria vita.